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Grossi Galleria - aggiornata
Corinaldo : Anna Grossi
  Membro di numerose Accademie, tra cui:ACCADEMIA DEI 500 –  ROMA ACCADEMIA INTERNAZIONALE “CITTA’ DI ROMA”ACCADEMIA DEI DIOSCURI -  ACCADEMIA DEL VERBANOACCADEMIA “GLI ETRUSCHI” – LIVORNOACCADEMIA DELLE SCIENZE- MELBOURNE- SIDNEY. ROMA- CHIETIPRESIDENTE dell’Associazione Culturale “IL CAPRICORNO” CORINALDO (AN)Direttore Responsabile /Docente della “Scuola di Pittura”   “Il    Capricorno    V/lo   della  Madonna  di  Piazza ,4 – CONSIGLIERE del Comitato” Nassiyria il giorno dopo”, Dolceacqua (IMPERIA)REDATTRICE CAPO –PERIODICO DUE RIGHE di ROMA, – PER LA REGIONE MARCHE, SENIGALLIA- CORINALDO.PRESIDENTE  F.E.B.A.C. Federazione Europea Beni Artistici e Culturali- Per La Regione Marche,  Sezione  di  Corinaldo                                         

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Le opere più recenti di ANNA GROSSI, danno conto, con una lunga carrellata per un ciclodi composizioni pittoriche di rapinosa originalità, che  ci  tocca per la festosità cromatica, la rapidità d’invenzione e l’unità tematica, tuttavia non ripetitiva, del lavoro assiduo di una maestra della tavolozza che, nel riprodurre una visione dell’Universo e di uno stile di rappresentazione che le appartengono, sa di non cadere nelle etichette e di uno stile di grazia espressiva.   Per l’Artista romana, il cielo e gli spazi siderali, le nubi e gli ammassi stellari, i corpi celesti e le supernove, sono insieme, visione e trasfigurazioni di stati d’animo, esplosioni d’emozione e palingenesi spirituale.  Fiori di luce e di fuoco, plasma in moto vorticoso i colori, vibranti di suono interiore, sono antichi valori ideali e soprattutto scoperta...dell’altro, come parte di noi, pulsano altrettanti desideri d’infinito nella piccola prigione della coscienza umana, e il grande brillamento dell’amore in tutta la sua luminosa diversità negli stati d’animo è la via regale della trasmutazione. Bastano le dieci versioni delle sue Costellazioni, che Anna ha dipinto con colori evocati nel sottosuolo psichico, lo studio retroattivo che li anticipano, per fare  di questo percorso ,un’avventura davvero portentosa, a folle velocità più alta”: Un nucleo di straordinariaeccezione che racchiude dieci versioni differenziate dell’Universo, una tale parata di Capolavori da lasciare sbalorditi, ed estasiati coloro che nella Grossi rintracciano una capofila della luce e del movimento.  Dieci Capolavori che specularmente riverberano, per forma, colori, diversità mutanti ed entropie del dissolvimento ed affioramento di nuvole stellari, l’eterna giovinezza di un lavoro pittorico che motiva l’osmosi di una coerenza del proprio sentire interiore. Di un’emblematica energia universale vorticosa, afferente ed efferente, che aspira, nella ricerca neofita alla propria libertà, risvegli e metamorfici stati di coscienza, aprire soglie ed accensioni di luci interiori, per un tranfert sublimale dell’-io- in cima all’albero della vita umana che fanno del ciclo operativo e della sua artefice, un’Artista all’Avanguardia,  lei stessa soggetto dell’Arte. Ecc...completa, periodo e frequenza delle oscillazioni. E’ la stessa legge vibratoria dei mondi, dellagiustizia e degli equilibri che si cercano.  Altrettanto analoga a quella dell’ultima Costellazione siderale: quella dei Pesci.  Due sono i loro volti: uno che parla all’uomo maschile, al metallo della ragione, e uno che si rivolge all’anima femminile, ai meandri del cuore.  Attestano l’anima ri-nata alla comprensione, come il canto del flauto, la primitiva unità, per una stessa sorgiva sensibilità affinché lanci il suo richiamo melodioso nelle menti: quello del suono primordiale che si sdoppia, in polarità, così è  nell’ascolto .   Il suonatore si serve delle orecchie per captarlo appieno.  L’ Eterno Suonatore della Creazione soffia attraverso i mondi come nell’animo di ogni   la sua ricerca, approdata ad una corrente di pensiero ben lontana da una possibile astratta adesione ideologica, in quanto non sempre “seduta” secondo comode etichette, ma aperta per lei, come un’arena infinita in cui agire liberamente, piuttosto che uno spazio ove riprodurre,  ridisegnare. Un’arena determinata dai sentimenti del cuore e da percezioni del suo profondo“essere” nel cogliere l’unione e poi l’unità delle cose, il palpito universale della vita, l’uscita dagli schemi per essere prima di tutto testimonianza, adesione concreta alla vita che ribolle anche l’aria che respira. Il suo realismo universalizzato è sempre stato di natura intima e personale, uno stile di vita che,  cogliendo lo stesso respiro, trasforma in vita più intensa proiettandola nella vita universale. Davanti a queste sue mirabili“Costellazioni...”, e di altrettanti corpi celesti che lo compongono,  due pregi si manifestano ai nostri occhi: la coerenza del suo percepire i colori fenomenici, e l’altro è la giovane freschezza con cui, nella gioiosa estasi pittorica, Anna trasforma la sua Arte, in una “cantica delle creature”.Qualcosa che si è scolpita dentro, con la forza di una realtà sfuggita da altri mondi, irradiante luce, energia di vita, vibrazioni psichiche e metafore: luce, musica e poesia.  Come sempre, il lavoro di Anna Grossi, cacciatrice di immagini, di ricercatrice infaticabile, è all’insegna di questa inesauribile giovinezza del suo lavoro che, in un certo senso, se mi si consente, accosterei all’opera e alla coerenza filosofica del grande Ernesto Treccani  “ Arte per amore”La giovinezza pittorica di Anna Grossi esplode nella festosità tonale dei colori e nella veemenza gentile dei timbri,  come nella suggestiva cifra dei segni, così  nello sviluppo degli elementi spaziali che cercano la loro morfopoiesi.  E’ il risultato di questa concezione filosofica dell’arte: comunicazione amorosa con il mondo, con l’infinitamente piccolo, messaggero di un filo di comunione con l’infinitamente grande, di fronte al quale, per Anna una grammatica di colori incantati attraversa l’anima universale dell’universo.  Sono parole tradotte trasfigurate sulla tela,in ciò consistendo una  possibile felicità contemplativa.   Adoratrice di cieli sereni e di mandrie di nubi, e di universi radiosi, la sua anima è una frequentatrice  di giardini dell’Eden interiore.            E’ bastata una sola visione o presenza per far sorgere dentro di lei, una roccia di  serenità e a scatenare un silenzio capace di costruire degli universi.  Un occhio interiore che unisce il filo conduttore della vita e un vento di libertà che prende le redini del suo “essere”, rendendola estranea ai fatti mutevoli dell’esistenza, solo questo la tocca, due occhi ed uno stato d’animo che obbedisce ai loro spostamenti, un senso dell’incorporeità, lo sguardo che cerca di abbracciare l’intero labirinto  di soli splendenti, crepitanti di vita. Anna è fusa nello stupore visionario, tanta bellezza, tanta inattesa accensione di sensazioni, di quiete, di pace profonda, distesa nelle visioni di spazi e vie delle stelle, più attenta  alla tradizione tonale della luce, tentata dalla gestualità allusiva dell’informale, c’è da chiedersi se nell’arco di questa sua carriera non siano esistite e non abbiano operato due distinte Grossi?  Una, con la forza evocativa della madre- terra, e l’altra quella del Padre - Cosmico, mai in rottura esistenziale e ideologica.  Porsi insieme il problema della coerenza di questa duttile e intuitiva artista.  Per la critica, la coerenza c’è stata e c’è.  Apparentemente disomogenee le motivazioni che hanno spinto l’artista, ancora impegnata a orientarsi fra la tradizione dei suoi trascorsi naturalistici e l’esperienza evolutiva della sua tavolozza, in sintonia   con le avanguardie di fine millennio. A riversare sulle tele action painting e sgocciolature all’ Afro e Pollok, e le nuove sollecitazioni, per così dire, di stati allargati di coscienza, più cosmogonici, più spirituali, dell’esser sospesi   fuori dal tempo: un puntino luminoso nell’universo,  una luce che legge nella grande memoria del tempo, quando il passato può anche essere il presente, per chi comprende l’illusione metamorfica dell’attimo fuggevole: tutto è trasformazione, tutto è mutazione, perché la volontà divina della nostra scintilla interiore, del “ Senza Nome”- così Lo chiamavano le Sacre Scritture - s’esprima contemporaneamente fra mille astri, fra mille e una bocca di Pace e  di Conoscenza.  La legge che sorregge e guida gli Universi è analoga a quella dell’oscillazione pendolare, con il medesimo instancabile movimento di oscillazione    

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