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Antonio Pais di Oristano
Oristano : Antonio Pais

Artista, autodidatta, è nato ad Alghero il 18 marzo 1949.

Le sue opere sono custodite presso numerose collezioni private.

Si sono occupati di lui Paola Di Giammaria, Giuseppe Aiello, Lelle Solinas, Cavino Usai, Salvatore Bonesu, Dino Marasà.

Decadimento e palingenesi nei paesaggi di Antonio Pais 
"Tormento formale"

Antonio Pais rivela sin dalla sua prima produzione un gusto deciso, uno studiato accostamento dei colori, una scelta accurata ed insieme sicura per un cromatismo che si manifesta subito personale. La pittura di questo sensibile artista appare al primo impatto vibrante e straordinariamente espressiva. Tuttavia, i soggetti, affrontati con naturale vigore del ritmo e della inquadratura, dimostrano una concezione dell'arte coerentemente concisa e senza sbavature.

I contenuti si manifestano attraverso un segno intrappolato in fluttuanti macchie di colore che danno vita ad una composizione sempre serrata, ma allo stesso tempo inquietante e colma di fascino. Ama vivere e dipingere all'aria aperta. Ricerca i valori della sua terra, la Sardegna, e più in generale della natura in modo pacato e sereno perché il suo mondo è un mondo di serenità e non di incubi.

Nei dipinti si notano il tentativo di raggiungere un equilibrio cromatico e soprattutto un puro lirismo. Raffigura principalmente paesaggi sardi, nature morte, floridi, vasi di fiori e quasi irreali nudi femminili odi certe tipiche figure umane, come quella dell'assorto pensionato. Ad ogni modo, pur operando nel solco della tradizione pittorica, ha recepito le istanze sociali e la profonda disperazione dell'uomo moderno. Traduce queste voci attuali in un'ansia dì liberazione e di rinnovamento che provengono dalla nostra umanità.

Per tal motivo le sue opere paiono caricate da un tormento formale e lo stesso colore sembra dato sulla tela con vivace foga espressionistica. Le figure a volte si rivelano deformate, quasi partecipassero al degrado della società quotidiana e il contrasto tra i colori caldi e freddi vorrebbe contrapporsi a quell'equilibrio cromatico così decisamente cercato dall'autore.

La sua pittura manifesta la forza della natura che nasce o il suo inevitabile decadimento, lo sfaldamento delle sue forme attraverso colpi di colore e segni decisi. È una pittura sicura di sé, che punta sempre in alto, ma forte e impetuosa. Pur costituendo un omaggio all'arte tradizionale, Pais vi aggiunge in essa il proprio sentimento, le proprie angosce e le personalissime su rreali sensazioni impressionistiche. La sua concezione moderna, tuttavia, non rinuncia alla suggestione della sua terra, del paesaggio, degli oggetti e delle persone. Ama la figura femm i vile, che avvolge nel fluido piacere della vita. Dunque, una pittura fortemente ancorata alla realtà ma pure cromaticamente evoluta: .forte nelle pennellate e dalla immediata gestua1ità.

Paola Di Giammaria

Se provate a domandare ad Antonio Pais notizie sui diversi movimenti d'arte che si sono succeduti nel mondo e per stare ai più moderni o addirittura ai contemporanei come l'espressionismo, il fauvismo, il futurismo, la pittura metafisica, il surrealismo e via enumerando, egli vi risponderà con poche e semplici parole. Conosce, certo, qualcosa della storia dell'Arte, non tanto, però, da averla approfondita compiutamente, eppure la sua pittura del tutto inconsciamente ha assimilato e metabolizzato in maniera autonoma tutto quello che dell'arte vi era da sapere.

Invece potrebbe sembrare, guardando i suoi quadri che egli abbia avuto una grande dimestichezza, ad esempio, con Van Coigli, con Munch, con Matisse e i suoi caratteri cromatici, con Gauguin, con Cézanne, Vedova e invece niente di tutto questo. Ha appena forse visto senza soffermarvisi più di tanto, perché svolgendo un lavoro en pleinair e quindi la sua giornata era sempre piena, qualcosa dei grandi pittori e di altri, ma certo non sì è srffennato a studiarne i caratteri o addirittura, ad imitarli! Infatti la sua pittura ha assorbito con molta serenità lo choc di tali messaggi artistici, ha assimilato e proceduto coraggiosamente senza dispersioni e non ha perso tempo a misurare la portata delle sue risoluzioni e a prevedere la sorpresa delle sue riuscite. La sua pittura è una sintesi originale e total-mente indipendente dalle forme, dal colore, dallo spirito, dall'inventiva, dalla sensibilità di quei grandi.

Antonio Pais è, dunque, un pittore che vive nel suo mondo che immagina dal nulla o meglio dalla sua quotidiana esistenza, eppure, istintivamente aperto alla natura, all' uomo, alla società, ricettivo ai cambiamenti ma delicato e attento a non strafare.
Come ogni artista di razza, così lo considero, si è evoluto con gradualità e continuità passando da un figurativo sperimentato per diversi anni con coraggio e testardaggine per accorgersi, alla fine, che la sua strada era un'altra.

Ho esaminato con attenzione grazie alla sua disponibilità, le opere di quel periodo e di fronte a quadri che a me collezionista sembravano ancora alla ricerca di un qualche equilibrio, ho notato nello scorcio di taluno di essi, in qualche zona di completamento e di rifinitura decorativa i primi segni di un tentativo informale. Era come se, nel suo sub-conscio qualcosa lo spingesse a reclamare quel tipo di pittura. E Pais non tardò a capire. Oggi i suoi dipinti non rappresentano più soggetti definiti; con Cristi di profilo o di fronte, non figlia al piane furto: con reminiscenze di Munch, ma colore, accostamenti arditi, architetture che la sua fantasia è riuscito a immaginare e rendere visibili.

Antonio Pais lavora sicuramente con grande passione diversamente le sue tele non sarebbero capaci di esprimere i più diversi sentimenti che lo inducono di volta in volta a dipingere e a dare il meglio di sè. Sarebbe sufficiente guardare quel suo quadro intitolato "Mare, sensazioni", per comprendere quale sentimento poetico lo agita, "Un altro cammino" dove il rosso e il blu si fon-dono con un equilibrio, che, se non fossi alieno alle esagerazioni, definirei perfetto, "Marina di Clria" dove non si capisce più se Pais abbia ricordato Morlotti o quest'ultimo dall'aldilà l'abbia ispirato. Soprattutto però, le sue tele promanano gioia, gioia di vivere e di comunicarla agli altri per rendere la loro vita accettabile e felice.

Taluno, qualche volta, ha criticato la pittura informale perché incapace di suscitare sentimenti: venga a guardare questi quadri; talaltro ha scritto che Renoir era un dilettante privo di senso accademico: venga dopo cento anni a vedere Pais, questo artista venuto dal nulla ma che nel nulla non ritornerà certamente. Ho scritto anche troppo su di lui, e non era necessario. É fondamentale, invece, vedere i suoi lavori di persona per farsi una convinzione e forse le mie povere e inadeguate parole sarebbero sicuramente superate dalla intensa gamma dei suoi colori e da una fantasia non imbrigliata da nessuno scrupolo formale o dalla preoccupazione di piacere o dispiacere agli altri.
Antonio Pais ha sempre dipinto per se, per esprimere a se stesso i suoi sentimenti e taluna esposizione alla quale ha partecipato è stata solo l'occasione per donare ad altri quell' Arte che egli conserva e tiene stretta nel suo cuore, come un atto d'amore.

Giuseppe Aiello

Tinte sfinnate che ricordano le macchie cariche di simbolismo onirico sono i temi portanti del fraseggio pittorico del maestro Antonio Pais.
Campiture ampie e coinvolgenti sussurrano momenti onirici, ammantano le tele di fascino discreto. il fruitore si lascia cullare da questo ben orchestrato mondo pittorico raggiugendo attimi di estasi estetica. La fantasia viene stimolata da questo linguaggio espressivo e tutto all' improvviso si smaterializza e ci si sente parte integrante del colore dell' opera avvertendo sensazioni uniche e particolarissime di poesia e ricercatezza d'arte.

Dino Marasà

Principali Mostre

2006 - 2010

  • Quadriennale d'Arte Contemporanea "Leonardo da Vinci" -Artisti nella storia - IL VITTORIANO Museo Centrale Risorgimento, "Ala Brasini" - Roma (Italy)

2004

  • Mostra Collettiva "Leonardo da Vinci" - Omaggio al Tricolore- Reggio Emilia (Italy) - 30 aprile - 2 maggio


 

 



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